Tirreno - Palio di Fucecchio 2015

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Tirreno - Palio di Fucecchio 2015

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  • L'allenatore di Botteghe Alberto Gavazzi

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  • Esultano anche i giocatori bianconeri

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  • I contradaioli di Ferruzza esultano

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  • Buongiorno Marco mi potresti dire le possibili monte sul Palio di Fucecchio 2015 per favore? Grazie mille e scusami del disturbo.
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  • I voti alle contrade promosse ai quarti

    Sant'Andrea voto 8.5=Rimangono i favoriti e - a
    differenza di altri - non hanno perso pezzi importanti rispetto allo scorso
    anno. Hanno giocatori di livello (Menichini, Moriani) e giovani in rampa di
    lancio (Pagliarulo), oltre ad un portiere quasi insuperabile (Nokho). Se tutto
    fila liscio bisseranno il successo dello scorso anno.

    Querciola voto 8= E' vero che si trovava nel girone più
    semplice dei tre però ha sfoderato delle belle prestazioni, aiutata da nuovi
    innesti che hanno una marcia in più (vedi il bomber Conti). Ora se la vedrà contro Samo, altra compagine
    che ha beneficiato di alcuni nuovi arrivi.

    San Pierino voto 7.5= Bella storia la loro, visto che partivano
    come (quasi) eliminati in partenza. E invece - grazie anche ad una squadra
    solida - si sono guadagnati l'accesso diretto ai quarti come migliore terza.
    Un'impresa, verrebbe da dire, che dovranno ripetere se vorranno battere i
    favoriti di Sant'Andrea ai quarti.

    Torre voto 7= Frediani è il capocannoniere con 7 gol ma
    molto dipenderà dall'apporto che potrà dare Parisi, il giocatore tecnicamente
    più dotato. Con Porta Raimonda ai quarti se la giocano alla pari.

    Porta Raimonda voto 7= Promossi come primi, se la
    giocheranno fino alla fine, anche se sono un gradino sotto Sant'Andrea. Però il
    gruppo è solido, per cui potrebbero esserci delle sorprese.

    Torre voto 7= Frediani è il capocannoniere con 7 gol ma
    molto dipenderà dall'apporto che potrà dare Parisi, il giocatore tecnicamente
    più dotato. Con Porta Raimonda ai quarti se la giocano alla pari.

    Samo voto 7= Alzi la mano chi li avrebbe dati ai quarti.
    Gli toccherà Querciola, altra grande sorpresa. I rossoblù potranno puntare
    sulla vena realizzativa di Matteo Zito e sulla tecnica dei fratelli Mernissi.
    Daranno fastidio a molti.

    Ferruzza voto 7= Senza l'impresa con Botteghe avrebbero
    fatto un torneo più che deludente. Però hanno battuto i gialloviola (quest'anno
    usciti ridimensionati anche a causa di molte assenze), per cui ora avranno
    un'altra chance per dimostrare che c'è del buono in questo mix di giovani e
    vecchietti terribili.

    Porta Bernarda voto 6.5= C'è un processo di ricambio
    generazionale in corso, che ha portato alla sostituzione di quasi tutti i
    vecchi pilastri. Ai giovani manca ancora un po' d'esperienza ma tecnicamente
    non sono male. Nonostante questo hanno dovuto sudare sette camicie per battere
    un arcigno Borgonovo e andare ai quarti.
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  • Toto - fantini: come si muoveranno le contrade? Intanto tutti a caccia di Atzeni.

    Borgonovo= Ad oggi tutte le strade portano ad Antonio Siri, anche in presenza di un cavallo da vittoria. Il sogno Giovanni Atzeni sembra ormai tramontato, forse soltanto con un grandissimo cavallo potrebbe arrivare. E Alberto Ricceri che fine ha fatto?

    Botteghe= Qui le "influenze bruschelliane" fanno pensare all'allievo dell'Imperatore, il 25enne Sebastiano Murtas. Ma potrebbe essere anche l'anno di una piccola rivoluzione, con a cavallo un fantino non troppo legato a Bruschelli. Potrebbe essere Valter Pusceddu.

    Cappiano= Daranno più di un'occhiata alla rivale Ferruzza, come storicamente hanno sempre fatto. Nel caso di grande cavallo puntano su Pusceddu, oppure attenzione alle sorprese (vedi Ricceri o Murtas).

    Ferruzza= Migheli in calo, Atzeni in risalita: contrada che ha montato quasi tutti i big della storia del Palio, con Atzeni ha subito un "servizio" plateale da Columbu nel 2006 e quindi deve fare attenzione alla rivale.

    Massarella= Vicini da sempre a Giuseppe e Virginio Zedde, potrebbero anche far debuttare - in caso di cavallo di basso livello - Carlo Sanna oppure Andrea Coghe.

    Porta Bernarda= Alessio Migheli sembra ritornato a casa, anche se lo davano vicino alla Ferruzza. I rossoneri si potranno giostrare fra due/tre big: i fratelli Zedde e Giovanni Atzeni.

    Porta Raimonda= Parte da Andrea Mari e lo tiene se ha un cavallo per vincere. Nel caso si trovasse a fare un Palio sulla difensiva virerà su qualcuno che possa dar fastidio alla rivale, perchè difficilmente due big nelle due rivali si andranno a disturbare.

    Querciola= Detentori del cencio, partono da Simone Mereu ma non è detto che sia presente su tutti i cavalli. Potrebbe provare a vincere di nuovo, anche se la pancia potrebbe essere piena dall'anno scorso.

    Samo= Se dovessero far esordire qualcuno sceglierebbero Federico Arri, allievo di quel Bastiano vicino da anni alla contrada rossoblù. Voci su Andrea Chessa ma anche Mereu, molto amato in contrada.

    San Pierino= Bartoletti al 99% bissa l'esperienza dell'anno scorso, il sogno rimane Giovanni Atzeni.

    Sant'Andrea= Contrada senza rivale e dalle grandi abilità strategiche, potrebbe montare tutti i fantini o quasi: da G.Zedde a Atzeni a Pusceddu, fino ad un esordiente come Federico Arri o Gavino Sanna.

    Torre= Valter Pusceddu è più di un fantino per loro e per questo si affidano volentieri a lui, indipendentemente se Pusceddu monterà qui o no.
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  • Sant'Andrea accede ai quarti soffrendo. Nella prima partita dei quarti del torneo di calcetto è Sant'Andrea a battere un ottimo San Pierino, squadra rivelazione di questa edizione. Punteggio finale 3-2 per gli insuesi ma a pochi minuti dalla fine gli arancio - blu stavano veramente rischiando di compiere l'impresa contro i campioni uscenti. Ora Sant'Andrea se la vedrà in semifinale con la vincente di Torre - Porta Raimonda. I marcatori: 2 Pagliarulo (SA), Mangano (SA), Caponi (SP), Di Maria (SP).
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  • da Marco Sabia modificato da Francesco Turchi 5/7/2015 7:50:55 AM
    Porta Bernarda - Ferruzza finisce 7 a 4 dopo i calci di rigore, al termine di un match più che combattuto e conclusosi 3-3 dopo i tempi regolamentari. Decisiva la prestazione del portiere di riserva rossonero Iulucci, entrato prima dei rigori e poi bravo ad ipnotizzare i ferruzzini.I marcatori: 2 Mucciacito (PB), Grancioli (PB), 2 Mandorlini (F), Banchi (F). Ai rigori decisivi gli errori di Callari e Banchi per Ferruzza. Porta Bernarda va così alle semifinali insieme a Sant'Andrea, che martedì aveva battuto un ostico San Pierino 3-2. Stasera tocca a Querciola vs Samo e domani a Torre vs Porta Raimonda.
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  • Buonasera Signor Marco mi è giunta voce che Virginio Zedde sia vicino a San Pierino è vero? Fammi sapere per cortesia e se non è vero che sia vicino a San Pierino dimmi dove potrebbe andare per favore
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  • Ferruzza: quasi tutti i migliori fantini ma il Cencio rimane un sogno dal 1981. 
    Aceto, Trecciolino, Cianchino, Il Pesse, Lo Zedde, Gingillo, Tittia, Il Nano, Bastiano, Batticuore, Stoppa, Massimino II, Bighino, De': quale contrada di Fucecchio può dire di aver montato praticamente tutti i più grandi fantini della storia recente del Palio? Solo una...la Ferruzza. Eppure l'unico cencio che hanno in sede (quello della prima edizione - 1981) gliel'ha regalato un "ragazzo" che oggi si occupa di pesca e di natura, che gestisce un lago con annesso parco ad una quindicina di chilometri dalla Buca del Palio: Luca Sardelli. Se si mettono insieme tutte le vittorie fucecchiesi dei fantini prima citati si arriva a 18 cenci, praticamente la metà di tutti i cenci assegnati fino ad oggi. E poi si tratta di fantini che hanno fatto la storia del Palio in generale, perchè soltanto tra Aceto e Trecciolino a Siena si raggiungono 27 vittorie. Riuscire a convincere Cianchino a salire a cavallo nel giovanissimo Palio fucecchiese nel 1987 (il primo corso a pelo) non dev'essere stata opera da poco: aveva già vinto tre volte a Siena e vincerà anche nel 1987 nella Pantera. A Fucecchio andrà fuori in batteria su Oca Rossa e alla Ferruzza non si vedrà più. 

    Salvatore Ladu detto "Cianchino" su Oca Rossa - 1987 

    Nel 1991 invece arriva un giovane ragazzo senese, nativo del Valdimontone: si chiama Luigi Bruschelli e ne sentiremo parlare negli anni a venire. Anche qui un'altra eliminazione in batteria, perchè Trecciolino a Fucecchio non è mai riuscito a conquistare la finale. Nei due anni successivi, per non farsi mancare nulla, ecco il fantino più sfortunato della storia fucecchiese: quel Silvano Vigni detto "Bastiano", palii persi quando stava già esultando. E - anche per lui - due eliminazioni su due partecipazioni con la casacca bianconera. 
    Silvano Vigni detto "Bastiano" su Locanta - 1993 

    A quel punto i dirigenti avranno pensato che serviva il più forte di tutti, nonostante fosse avanti con gli anni: è il 1994 ed arriva Aceto su Cristal Jack, una grandissima accoppiata che parte favorita.
    Arriverà seconda, dietro ad un altro fenomeno, quel Beppe Pes che di Aceto proverà ad essere l'erede e che in parte ci riuscirà. Così la contrada decide di puntare forte su un altro fantino, forse quello fisicamente e tecnicamente più adatto alla Buca: "Il Nano" De Pau, tre vittorie a Fucecchio con Porta Bernarda, Sant'Andrea e Querciola. Ma non con Ferruzza, dove conquisterà un terzo ed un quinto posto.

    Angelo De Pau detto "Il Nano" su Zlata Husa - 1996 

    Poi arriverà Claudio Bandini nel 1999 ed altro quinto posto. Si potrebbe pensare che la sfortuna sia già sufficiente ed invece nel 2000 i bianconeri colgono due secondi posti, sia nel palio ordinario con in quello straordinario di notte. C'era Massimo Coghe detto "Massimino II" e soprattutto la sconfitta nell'ordinario grida ancora vendetta, anche se Mureddu a Massarella aveva probabilmente il più forte grigio della storia del Palio, la femmina Shakuntala. Ma la malasorte non finisce qui, perchè nemmeno col livornese Luca Minisini detto "De' " la situazione cambia: un altro secondo posto su tre palii corsi. Ma c'è un altro palio straordinario da correre, è quello del 2005: si sceglie Il Pesse ma non c'è niente da fare, niente finale. 
    Giuseppe Michele Pes su Donosu Tou - 2005 straordinario 

    E l'anno dopo arriva il climax di tutto questo: la Ferruzza sceglie Giovanni Atzeni detto "Tittia" su Don Celeste.
    La rivale Cappiano sa che i bianconeri potrebbero vincere, per cui adotta una strategia da rischiatutto: montano un "Killer" e lo mandano a prendere per le briglie la rivale, che uscirà in batteria. Negli anni successivi altri grandi fantini vestiranno la casacca bianconera: i fratelli Zedde, Valter Pusceddu, oltre ad un ritorno di Massimino II, che non correrà nemmeno per un infortunio al cavallo Boccadoro. Ma il cencio in sede rimane soltanto uno, quello targato Luca Sardelli che poco o nulla c'entra coi fantini di oggi. La cosa positiva è che fra 17 giorni c'è un'ulteriore occasione per sfatare questo tabù: « Ci crediamo ancora - a parlare è il presidente Edoardo Masini - e speriamo che questo sia l'anno giusto. Purtroppo da quando c'è la tratta le occasioni per vincere sono state poche: l'esempio dello scorso anno è lampante, perchè rimanemmo noi e Querciola da estrarre e il missile Bomario finì a loro. Questo è il Palio, l'assegnazione dei cavalli fa la differenza». Per l'edizione 2015 la contrada pare oscillare tra Alessio Migheli (fantino che ha bisogno di affermarsi) e Giovanni Atzeni, quel Tittia che nel 2006 si vide "killerare" dal rivale di Cappiano Massimo Columbu. Che sia la volta buona per la rivincita? 
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  • Samo cala il pokerissimo contro Querciola. Lo avevamo detto: se Samo fosse riuscita a passare il girone del torneo di calcetto avrebbe dato fastidio a molti. Ed è andata così, visto che ieri sera ha demolito Querciola con un 5-0 che lascia poco spazio alle interpretazioni. Querciola delude dopo aver fatto un grande girone eliminatorio mentre per Samo ora ci sarà Porta Bernarda in semifinale. Samo - ad ora - grande sorpresa di questa edizione, grazie a dei nuovi innesti che sono risultati decisivi. I marcatori: Rossetti, 2 Zito, A.Mernissi e Stafa. Stasera ultimo quarto tra Torre e Porta Raimonda, chi vince andrà contro i campioni in carica di Sant'Andrea.
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  • Massarella e Claudio Bandini: storia di un amore naufragato. Cosa accadrebbe - oggi - se Claudio Bandini si presentasse in contrada Massarella? A questa contrada ha regalato due palii (2003-2004), aggiungendoci però lo sgarbo di essere stato per due anni il fantino della rivale Torre, anche nell'edizione 2008, che Massarella ha rischiato di vincere e che non ha vinto proprio a causa dell'azione di disturbo di Bandini stesso nei confronti di Gianluca Fais su Ganosu, che arrivò a pochi passi dalla vincitrice a sorpresa Porta Bernarda. Ma d'altronde da uno che è soprannominato "Batticuore" non ci si può aspettare di star tranquilli: il cuore te lo fa battere, dipende poi verso quale sentimento, che sia amore oppure odio. Un amore sbocciato nel 2003, quando Claudio Bandini decise di salire su Ombre Rosse, il cavallo che nessuno voleva e che era toccato in sorte ai massigiani. I dirigenti riescono a convincere Bandini mentre si trova in autostrada sulla via del ritorno a casa dopo la tratta (Bandini è nativo di Faenza). Il fantino accetta e - incredibilmente - va a vincere un Palio con un cavallo che l'anno prima in Borgonovo non aveva nemmeno finito la batteria: probabilmente una delle vittorie più inaspettate della storia paliesca fucecchiese, che fece conoscere quella chioma bionda, che l'anno successivo completerà un cappotto clamoroso, stavolta aiutato da un super cavallo che prendeva il nome di Elisir di Logudoro.
    Claudio Bandini detto "Batticuore" su Ombre Rosse - 2003 

     
    Nel mezzo l'episodio più intenso della vita del fantino faentino:  il 6 luglio 2003, mentre si trova al torneo equestre di Monferrato, è vittima di un attacco cardiaco che per poco non lo uccide. Si riprende completamente e nel 2004 porta a casa il cappotto personale e quello di contrada; debutta anche a Siena nella stessa annata, dove viene ribattezzato appunto "Batticuore" in sostituzione del vecchio soprannome "Leone", dovuto alla sua foltissima chioma bionda. A Siena non andrà oltre una caduta in quell'unica apparizione mentre a Fucecchio diventerà l'unico fantino - insieme ad Angelo De Pau - a vincere per due anni di fila, con la differenza che Bandini ha vinto due volte per la stessa contrada. I suoi trionfi porteranno Massarella sul 4-0 nei confronti della rivale Torre, che due anni fa ha conquistato il suo primo cencio.
    Claudio Bandini detto "Batticuore" su Elisir di Logudoro - 2004 

    "Batticuore" - a sentire le parole dei più esperti - è sempre stato un personaggio sui generis: non era legato a doppia mandata al fantomatico "giro" dei fantini senesi, anche perchè Piazza del Campo a cavallo l'ha vista solo in un'occasione.
    Per Massarella corre 5 palii e ne vince 2: una media più che buona. Fin qui la parte "affettuosa" della storia: già nel 2007 si veste dei colori della rivale e - tutto sommato - i massigiani lo accettano, perchè alla fine fa parte del Palio. Nel 2008, però, "Batticuore" manda su tutte le furie i contradaioli che fino ad un minuto prima lo avevano amato: in finale - sempre per Torre - va a danneggiare palesemente Massarella, facendogli perdere quel passo che alla fine gli mancherà per vincere, visto che Fais godeva del "missile" Ganosu. Qui finisce la storia del travagliato rapporto tra il fantino più titolato di Massarella e la contrada stessa. La sensazione è che - se davvero apparisse in contrada - si prenderebbe qualche insulto, perchè la ferita è più calda delle vittorie precedenti. Tuttavia due trionfi non si possono dimenticare, soprattutto se il fattore Bandini è stato più che determinante, specie nel 2003. Oggi la situazione è cambiata e la contrada si è rinnovata, tanto da ridisegnare la bandiera e il fazzoletto: « Siamo pronti e ci siamo impegnati parecchio - ha detto il presidente Ferrero Rosati - e il clima è veramente bello. Giovani, giovanissimi e meno giovani hanno fatto gruppo e si danno da fare. Per quanto riguarda il Palio vedremo dopo l'assegnazione dei cavalli ma come sempre penseremo prima a noi e dopo alla rivale. Corriamo sempre per vincere».
    il nuovo fazzoletto targato Massarella 

      
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  • Parisi porta Torre in semifinale. Nell'ultimo quarto di finale è Torre a vincere 2-1 contro Porta Raimonda, alla fine di un match tutto sommato divertente. Complessivamente meglio i torrigiani, bloccati anche dai legni e dal portiere avversario Vigerelli. I marcatori: Maccari (PB), Parisi (T), Sollazzi (T). Ora Torre se la vedrà in semifinale coi favoriti di Sant'Andrea mentre l'altro match per l'accesso alla finale sarà disputato da Samo e Porta Bernarda. Sant'Andrea parte un gradino sopra ma quest'anno non è stata sempre brillantissima; le altre tre se la giocheranno fino alla fine. Semifinali 11 e 12 maggio, finale il 15. 


















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  • Querciola: quando i giovani fanno la differenza. Quella dello scorso anno è stata la vittoria dei giovani di Querciola, buttati nella mischia del Palio e usciti col cencio fra le braccia: fra capitano e presidente arrivano a stento a sessantacinque anni d'età. Eppure, quando hanno avuto in sorte Bomario da Clodia, sono riusciti ad andare per la loro strada, montando un fantino fortissimo per Fucecchio ma fuori dai giri senesi: Simone Mereu. Ma torniamo indietro e più precisamente a quel 1982, quando l'allora capitano Gino Colibazzi (uno dei grandi vecchi del Palio) trovò quasi casualmente un fantino (Sergio Castaldo), a cui venne affiancato un cavallo di nome Salicante. Risultato: il secondo Palio della storia fucecchiese lo vince Querciola, una contrada territorialmente molto piccola. Erano gli anni delle improvvisazioni, dei tentativi, degli esperimenti, perchè nonostante a Fucecchio ci fossero molti appassionati di cavalli organizzare e correre un Palio rimaneva difficile. Poi un digiuno lungo dodici anni, condito da un incontro che cambierà la storia degli arancioverdi, quello col Pesse. Un rapporto che nasce nel 1989 e durerà fino al 1994, quando il Pesse regalerà il secondo trionfo alla contrada. 
    la gioia per la vittoria del 1994 
    Passeranno altri tre anni ed ecco la terza vittoria, con l'altro grande del Palio fucecchiese: Angelo De Pau. Una vittoria d'esperienza, a dimostrare che fisicamente e tecnicamente lui era il migliore. Forse non lo era politicamente - anche lui non è mai stato più di tanto vicino a Siena - ma a cavallo ci sapeva stare come pochi altri. 
    il trionfo del 1997 
    Qui inizia un altro capitolo, lungo 17 anni: un'attesa infinita, fatta di tre secondi posti e pochi cavalli per vincere, anche perchè nel frattempo è sopraggiunta la tratta, che ha soppiantato la formula dell'ingaggio dei cavalli. Ora partono tutti alla pari e la fortuna diventa un fattore imprescindibile: se non ottieni almeno un cavallo medio - alto come qualità è praticamente impossibile che tu possa vincere, indipendentemente dal potere politico della contrada e del fantino. E poi Fucecchio non è Siena, la relativa semplicità della pista non permette di improvvisare chissà quali manovre: non ci sono colonnini né curve a gomito e cadere da cavallo non è semplice. Querciola era una di quelle contrade che aveva fatto il bello ed il cattivo tempo con l'ingaggio ma che faticava con la tratta, anche a causa della poca fortuna avuta; questo fino all'anno scorso, quando a Bomario da Clodia il capitano Luca Bologni ha deciso di affiancare il "miglior pilota", quel Simone Mereu che a Fucecchio ha corso tre palii e ne ha vinti due. Una media mostruosa. 
    Il trionfo di Mereu e Bomario da Clodia - Foto Agenzia Carlo Sestini 
    Oggi è passato quasi un anno da quel 18 maggio vittorioso. La contrada ha innegabilmente vissuto un'annata stupenda: « E' stato tutto bellissimo - racconta il presidente Paolo Ceccarini - siamo riusciti a sfruttare l'ondata di gioia della vittoria per passare un anno fantastico. Abbiamo dimostrato che anche un gruppo di giovani può vincere il Palio, anche se noi siamo figli di "senatori del Palio" e di Palio abbiamo vissuto fin da piccoli. Mi ricordo quando da piccoli giocavano insieme ai nostri genitori a fare il Palio e magari davanti c'era Beppe Pes: son ricordi che non passeranno mai. Ringrazio il mio capitano che l'anno scorso ha scelto nel modo migliore puntando su Mereu. Cappotto? Se ci sono le condizioni ci proveremo sicuramente. Chi ce lo fa fare di non provarci?». Quest'anno Bomario da Clodia non ci sarà ma qualora a Querciola capitasse un altro "missile" sarà interessante vedere se riuscirà a completare il "cappotto", magari con Simone Mereu. Vincere è complicato ma confermarsi lo è ancora di più. 
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  • Andrea Degortes: il fantino che ha fatto "sbocciare" Porta Bernarda.  "Uno come me nasce una volta ogni duemila anni". Già una frase del genere fa intravedere che il personaggio di cui andremo a parlare non è uno qualsiasi, che nel mondo del Palio c'è stato un prima e un dopo di lui. L'unico fantino da Palio conosciuto in tutto il mondo, che si è tolto  anche lo sfizio di partecipare ad una celeberrima edizione dell'Isola dei Famosi. Tutto questo (e molto altro) è Andrea Degortes, globalmente conosciuto come "Aceto", perchè si dice che da giovane "prendesse d'aceto facilmente", cioè che fosse facile all'ira. Aceto,nel 1988, piombò al Palio di Fucecchio, scelto da Porta Bernarda per vincere il primo cencio. Ma non ce la fecero, almeno per quell'edizione. Aceto che aveva già 45 anni e che si prenderà il suo ultimo Palio di Siena nel 1992 con l'Aquila, dopo che la rivale Pantera aveva preso la testa con Sebastiano Deledda detto "Legno". Ma lasciamo stare Siena, per ora: Aceto non fa un buon Palio alla sua apparizione ma, nonostante questo, la contrada rossonera continua a credere in lui. E farà bene, perchè l'anno seguente insieme a Stakis vincerà un Palio indiscutibile, portandosi sull'1-0 nei confronti della rivale.
    Aceto e Stakis - 1992 
    Perchè alla fine - se si esclude quella vittoria - Aceto coi rossoneri non combinerà molto altro, sfiorando la vittoria nel 1994, quando tuttavia vestiva i colori di Ferruzza.
    Nel 1990 si andò a prendere a nerbate con Massimo Alessandri detto "Bazzino", che correva per San Pierino: risultato entrambi squalificati e Botteghe ripescata, che poi vincerà il Palio. C'erano state delle ruggini e pare che Aceto gliel'avesse giurata. Il filmato è chiaro: Aceto parte male e spinge a tutta per riprendere San Pierino e appena lo affianca inizia a colpirlo con la frusta, innescando la reazione di Bazzino. Strano che non si sia scatenata una rivalità fra le due contrade, forse perchè era lampante che fosse un "affare personale". E poi Porta Bernarda la nemica già ce l'aveva. Qui il video di quella storica batteria: https://www.youtube.com/watch?v=pRh_z_9c-VE
     Aceto nel 1994 andava per i 51 anni e la sua carriera era agli sgoccioli: 14 vittorie a Siena, 2 ad Asti ed una a Fucecchio, Legnano e Buti. Siamo qui a parlarne perchè Aceto ha insegnato a Porta Bernarda a vincere e forse non è un caso che oggi questa sia la contrada capolista; così come l'Oca di Siena insegnò al fantino di Olbia ad essere dominante (5 palii con loro). E poi Aceto è il simbolo della "senesizzazione" del Palio fucecchiese, che prima era molto più "improvvisato" e soprattutto meno legato ai soliti nomi a cavallo, provenienti dal tufo di piazza del Campo. Lui era il Re e a Fucecchio non si presentò certo per fare da comparsa. 
    Aceto con lo storico barbaresco Anselmo Faraoni 
    D'altronde,  quando qualcuno dice che "nessuno al Palio di Siena, almeno in quello dei tempi moderni, è riuscito a fare ciò che ho fatto io ed anche i miei avversari, se non sono faziosi, non possono che riconoscere che sono stato il migliore di tutti e che difficilmente nascerà qualcuno capace di superarmi" , ci deve essere qualcosa di speciale a livello di personalità ed autostima. Oggi sono passati 25 anni da quella prima vittoria e Porta Bernarda ha messo le mani su altri cinque cenci, vincendo pure le uniche due edizioni straordinarie del Palio di Fucecchio, in notturna nel 2000 e nel 2005 con Lo Zedde. 
    Porta Bernarda ha vinto quattro Palii da quando c'è la tratta - Foto Agenzia Carlo Sestini 
    Ogni tanto Aceto torna a Fucecchio, ospite dei vecchi amici degli anni 80-90 e ammirato dai giovani che non l'hanno visto correre ma che ne sentono raccontare le gesta in contrada. In quegli anni "ruggenti"c'era un ragazzo, che oggi è diventato presidente. Si tratta di Moreno Guidotti, erede dello storico "timoniere" Giuseppe Bertoncini:« Quella vittoria con Aceto m'è rimasta veramente nel cuore, forse perchè ero ancora un ragazzo e mi godevo diversamente le emozioni del Palio. Oggi è tutto un altro mondo, la manifestazione è cresciuta tantissimo. Quest'anno andremo al Palio ancor di più a testa alta, provando a vincere. E'chiaro che c'è anche una rivale con cui spesso ci siamo scontrati. Può succedere di tutto in Buca, che si vinca con un cavallo poco "chiacchierato" e che si perda con un "missile". E' un meccanismo veramente complesso, nel quale intervengono mille varianti. Faremo ciò che c'è da fare, come sempre». 
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  • Samo: trent'anni per un'impresa. C'è stato un periodo nella storia del Palio - fino al 2005 - nel quale tre contrade non riuscivano a vincere il loro primo cencio: erano San Pierino, Samo e Torre. Poi San Pierino in tre anni vincerà tre palii, lasciando Torre e Samo col cerino in mano. Samo che dovrà aspettare fino al 2011, quando conquisterà un palio da urlo con una super rimonta di Simone Mereu su Narcisco. La ricompensa, verrebbe da dire, per tutte le sfortune paliesche patite negli anni precedenti: nel 2005 il cavallo Kreutzer s'infortuna fra i canapi per un calcione di Dyretto, il barbero di Botteghe. Kreutzer, che era fra i favoriti, dice addio alla corsa e Samo ai sogni di gloria. Stesso destino che si ripresenta nel 2010, quando Moschino al Palio manco c'arriva, perchè ha una scheggia ossea in uno zoccolo che gli impedisce di galoppare in sicurezza. Problema che non era stato evidenziato in sede di previsite e che si manifesterà nelle prove obbligatorie. Moschino non era tra i favoriti però in finale ci sarebbe potuto andare. E poi rimane sempre tristissimo il Palio che nemmeno si corre. Samo è una contrada il cui destino è - stranamente - legato a quello di Botteghe: nel 1985 il fantino di Borgonovo prende per le briglie sia quello di Samo che quello gialloviola, venendo squalificato dopo la vittoria, col cencio che va nelle mani della seconda classificata Botteghe, con Samo terzo. Botteghe che, involontariamente, spezza le speranze di Samo nel 2005 per i motivi spiegati prima. E Botteghe che, nel 2011, subisce un'incredibile rimonta quando pensava di aver già vinto. E a opera di chi? Ovviamente di Samo. 
    I contradaioli prendono d'assalto Simone Mereu - Foto Agenzia Carlo Sestini 
    Samo è una contrada che c'ha messo un po' di tempo ad ingranare ma - con l'arrivo della tratta - è stata più o meno sempre aiutata dalla sorte: l'anno scorso ad esempio aveva Quella Rosa, la femmina che quest'anno tutti pregheranno per vedersela assegnare della dea bendata. Nel 2011 aveva Narcisco, altro esemplare tra i più forti mezzosangue visti in Buca. Ma questo è il Samo di oggi, quello che in sede ha il cencio per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, forse il più significativo ed evocativo di tutti. 
    Negli anni novanta la contrada non si qualifica praticamente mai per la finale e nell'ottantanove Dario Colagè preferì scappare per non farsi prendere dai contradaioli di Samo, che lo accusavano di non essersi propriamente impegnato. Lo stesso Colagè che l'anno dopo vincerà il Palio con le Botteghe. E con chi, verrebbe da dire. Samo che si affida alla saggezza di Bastiano, altro fantino "amico" di Botteghe; ma non basta nemmeno quella, con l'ingaggio dei purosangue la contrada rossoblù non riesce proprio a prendersi una soddisfazione. Con la tratta la situazione migliora, anche se ci si mettono di mezzo due palii saltati per altrettanti infortuni. Iniziano ad arrivare dei fantini più che rinomati: Virginio Zedde, Mario Canu, Salvatore Ladu, Luca Minisini; nessuno di questi riesce però a conquistare il tanto desiderato cencio. Ne servirà un altro, preso da un contesto tutto diverso: Simone Mereu, proveniente dalle corse in ippodromo. Mereu aveva già fatto dei palii e aveva vinto quello di Acquapendente, con una rimonta praticamente uguale a quelle che farà a Fucecchio, sia nel 2011 che lo scorso anno. Sono lontani i tempi in cui si chiacchierava di una rivalità con San Pierino, che però non è mai decollata. Ora anche Samo ha il suo cencio, uno dei più sudati da quando c'è la tratta. E uno dei più drammatici, visto che viene assegnato dopo aver visionato le immagini del fotofinish. In Buca quel giorno i contradaioli di Samo si presentarono con la maglietta "Narcisco sta a vede ti sbalordisco": andò così e quella maglietta è diventata una sorta di cimelio. 
    la maglietta del 2011  
    Oggi sono passati quattro anni e la contrada è cresciuta tantissimo. A confermarlo è la presidentessa vittoriosa Monica Cespoli: «Abbiamo passato degli anni bui e forse non eravamo pronti nemmeno noi: due volte ci siamo trovati a non correre il Palio e negli anni novanta in finale non andavamo mai. La vittoria del 2011 ci ha ripagato di tutte le sfortune passate, dandoci un'emozione immensa. La contrada è cresciuta e tanti nuovi ragazzi si sono avvicinati. Ora pensiamo al Palio in arrivo: vedremo dopo l'assegnazione come muoverci, Mereu è un'opzione ma non è l'unica. L'anno scorso ci toccò Quella Rosa ma era ancora acerba ed inesperta. Certo ci farei la firma per riaverla nella nostra stalla..». 
    Giovanni Atzeni detto "Tittia" e Quella Rosa (2014) - Foto Agenzia Carlo Sestini 


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  • E' Sant'Andrea la prima finalista del torneo di calcetto. Al termine di una bella ed intensa semifinale contro Torre, i campioni in carica si sono imposti per 2-1. Partita vibrante con tantissime occasioni da una parte e dell'altra: Torre prende due pali, Sant'Andrea uno. Il portiere dei rossoverdi Nokho compie dei veri miracoli e si arrende soltanto al tap in di Frediani. Nella sua squadra spicca la prestazione veramente "totale" di Menichini, il giocatore indubbiamente più forte del torneo, nonostante qualche acciacco, che in difesa è un argine insuperabile e in attacco sforna un assist dopo l'altro. A segnare però sono Moriani ed il giovane Pagliarulo, veramente sgusciante. Fra i torrigiani ennesima prestazione grintosa di bomber Frediani mentre è mancato l'apporto del giocatore più rappresentativo, quel Parisi apparso meno pimpante del solito. Probabilmente il risultato più giusto alla fine dei due tempi sarebbe stato un 2-2 con conseguenti supplementari. Alla fine è andata in finale la squadra tecnicamente più forte ma Torre esce a testa altissima. Unico neo della serata un piccolo parapiglia ad inizio secondo tempo per un'entrata dura su un giocatore rossoverde; dopo qualche spinta e qualche "abbraccio" è tutto fortunatamente finito. Ora Sant'Andrea attende la vincente di Samo - Porta Bernarda in programma stasera. Finale venerdì sera. 
    Giorgio Frediani - Torre  


    Si calmano gli animi dopo il parapiglia 

    L'esultanza di Maikol Pagliarulo dopo il gol decisivo 


    Elia Menichini - migliore in campo 

    partita dura 


    Torre  

    Isak Nokho  


    Sant'Andrea esulta dopo una rete 

    Sollazzi e Frediani  





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  • L'arrivo di Tittia e l'inizio della leggenda arancio - blu. 22 maggio 2005: un ragazzo appena ventenne per metà sardo e per metà tedesco riesce in quello che tanti suoi colleghi più esperti avevano fallito. Il ragazzo si chiama Giovanni Atzeni ed ha regalato il primo Palio della storia di San Pierino, atteso ben 34 anni, insieme al barbero Fidels. Un Palio condotto in testa quasi dall'inizio alla fine, veramente alla grande. D'altronde quel ventenne è "Tittia", così ribattezzato perchè lui stesso, arrivato diciottenne nelle scuderie di Luigi Bruschelli, era solito dire "Tittia" (espressione sarda che significa "che freddo) nelle gelide mattinate in cui allenava i cavalli di colui il quale prenderà il posto come nuovo padrone di piazza del Campo. E poi che sia un fantino freddo l'ha dimostrato più volte sul tufo senese, dove nel 2013 ha vinto entrambi i palii. San Pierino - da quel 22 maggio - si trasformerà, tanto che compierà l'imitabile "fatica" di conquistare tre palii di fila, con l'intermezzo dello straordinario vinto da Porta Bernarda poco dopo la vittoria di Tittia. 

    Tittia portato in trionfo 

    San Pierino era guidata dalla coppia Giuseppe Radice - Andrea Bertini, rispettivamente presidente e capitano: furono indubbiamente bravi a sfruttare la fortuna di aver avuto in sorte dei missili come Falco Doglia e Grein, visto che non è sempre detto che il miglior cavallo vinca; oltretutto San Pierino non ha una contrada rivale, per cui ha potuto puntare su questo fattore, sul fatto di non doversi guardare da eventuali ostacoli messi da un'altra contrada. Così facendo si è ritagliata uno spazio tutto speciale nella storia del Palio, allargatosi dopo la quarta vittoria nel 2010 con Virginio Zedde e Melantò de Aighenta. Nessuno ha mai vinto tre palii di fila e soltanto una volta (non contando San Pierino) qualcuno ha fatto cappotto per due anni successivi (Massarella nel 2003 - 2004). Per cui l'impresa della contrada arancio-blu rimarrà in cima alla classifica per sempre. 

     Bertini e Radice  

    Oggi la contrada è cambiata, anche perchè la sfortuna ha colpito Giuseppe Radice, che si trova da molti mesi in stato di minima coscienza dopo una serie di arresti cardiaci; Radice è stato nominato presidente onorario e rimarrà in eterno uno dei fautori del clamoroso "Tris d'Oro". Pure il capitano è cambiato, anche se Andrea Bertini quest'anno sarà il fortunello, cioè colui che rappresenta la contrada al momento dell'assegnazione del cavallo a sorte durante la tratta. E se dovesse avere soltanto la metà della fortuna che ha avuto come capitano per il popolo d'Oltrarno ci sarà da gioire fa poco più di una settimana. Il posto di presidente è stato preso da Moreno Bavini, che per tanti anni si era occupato del piccolo bar di contrada:«Le vittorie aiutano a crescere, è normale: noi siamo stati bravi e fortunati a sfruttare le occasioni che ci sono capitate nel passato. Siamo riusciti a portare gente nuova in contrada ed a riunire chi già frequentava; in tanti, dalle zone nuove di San Pierino, hanno iniziato ad avvicinarsi a noi, perchè alla fine hanno capito che l'ambiente della contrada è pulito e sicuro». Bavini ha preso le redini della contrada dalle mani di un "mostro sacro" di San Pierino e del Palio in generale: «Radice rimane nel nostro cuore, se non avesse avuto i problemi che ha avuto ora sarebbe qua a preparare per il Palio. Farà sempre parte della contrada anche se non può frequentarla e noi proveremo a vincere anche per lui. Siamo molto carichi, ci proveremo...». 

    Il presidente Moreno Bavini 

    L'anno scorso la contrada si affidò al fantino Jonatan Bartoletti, che pare essere vicinissimo alla conferma, nonostante nell'edizione 2014 finì fuori in batteria con uno dei cavalli meno prestanti del lotto, la femmina Nabilia Saura

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