Tirreno - Palio di Fucecchio 2015

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Tirreno - Palio di Fucecchio 2015

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    Massarella e Claudio Bandini: storia di un amore naufragato. Cosa accadrebbe - oggi - se Claudio Bandini si presentasse in contrada Massarella? A questa contrada ha regalato due palii (2003-2004), aggiungendoci però lo sgarbo di essere stato per due anni il fantino della rivale Torre, anche nell'edizione 2008, che Massarella ha rischiato di vincere e che non ha vinto proprio a causa dell'azione di disturbo di Bandini stesso nei confronti di Gianluca Fais su Ganosu, che arrivò a pochi passi dalla vincitrice a sorpresa Porta Bernarda. Ma d'altronde da uno che è soprannominato "Batticuore" non ci si può aspettare di star tranquilli: il cuore te lo fa battere, dipende poi verso quale sentimento, che sia amore oppure odio. Un amore sbocciato nel 2003, quando Claudio Bandini decise di salire su Ombre Rosse, il cavallo che nessuno voleva e che era toccato in sorte ai massigiani. I dirigenti riescono a convincere Bandini mentre si trova in autostrada sulla via del ritorno a casa dopo la tratta (Bandini è nativo di Faenza). Il fantino accetta e - incredibilmente - va a vincere un Palio con un cavallo che l'anno prima in Borgonovo non aveva nemmeno finito la batteria: probabilmente una delle vittorie più inaspettate della storia paliesca fucecchiese, che fece conoscere quella chioma bionda, che l'anno successivo completerà un cappotto clamoroso, stavolta aiutato da un super cavallo che prendeva il nome di Elisir di Logudoro.
    Claudio Bandini detto "Batticuore" su Ombre Rosse - 2003 

     
    Nel mezzo l'episodio più intenso della vita del fantino faentino:  il 6 luglio 2003, mentre si trova al torneo equestre di Monferrato, è vittima di un attacco cardiaco che per poco non lo uccide. Si riprende completamente e nel 2004 porta a casa il cappotto personale e quello di contrada; debutta anche a Siena nella stessa annata, dove viene ribattezzato appunto "Batticuore" in sostituzione del vecchio soprannome "Leone", dovuto alla sua foltissima chioma bionda. A Siena non andrà oltre una caduta in quell'unica apparizione mentre a Fucecchio diventerà l'unico fantino - insieme ad Angelo De Pau - a vincere per due anni di fila, con la differenza che Bandini ha vinto due volte per la stessa contrada. I suoi trionfi porteranno Massarella sul 4-0 nei confronti della rivale Torre, che due anni fa ha conquistato il suo primo cencio.
    Claudio Bandini detto "Batticuore" su Elisir di Logudoro - 2004 

    "Batticuore" - a sentire le parole dei più esperti - è sempre stato un personaggio sui generis: non era legato a doppia mandata al fantomatico "giro" dei fantini senesi, anche perchè Piazza del Campo a cavallo l'ha vista solo in un'occasione.
    Per Massarella corre 5 palii e ne vince 2: una media più che buona. Fin qui la parte "affettuosa" della storia: già nel 2007 si veste dei colori della rivale e - tutto sommato - i massigiani lo accettano, perchè alla fine fa parte del Palio. Nel 2008, però, "Batticuore" manda su tutte le furie i contradaioli che fino ad un minuto prima lo avevano amato: in finale - sempre per Torre - va a danneggiare palesemente Massarella, facendogli perdere quel passo che alla fine gli mancherà per vincere, visto che Fais godeva del "missile" Ganosu. Qui finisce la storia del travagliato rapporto tra il fantino più titolato di Massarella e la contrada stessa. La sensazione è che - se davvero apparisse in contrada - si prenderebbe qualche insulto, perchè la ferita è più calda delle vittorie precedenti. Tuttavia due trionfi non si possono dimenticare, soprattutto se il fattore Bandini è stato più che determinante, specie nel 2003. Oggi la situazione è cambiata e la contrada si è rinnovata, tanto da ridisegnare la bandiera e il fazzoletto: « Siamo pronti e ci siamo impegnati parecchio - ha detto il presidente Ferrero Rosati - e il clima è veramente bello. Giovani, giovanissimi e meno giovani hanno fatto gruppo e si danno da fare. Per quanto riguarda il Palio vedremo dopo l'assegnazione dei cavalli ma come sempre penseremo prima a noi e dopo alla rivale. Corriamo sempre per vincere».
    il nuovo fazzoletto targato Massarella 

      
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    Parisi porta Torre in semifinale. Nell'ultimo quarto di finale è Torre a vincere 2-1 contro Porta Raimonda, alla fine di un match tutto sommato divertente. Complessivamente meglio i torrigiani, bloccati anche dai legni e dal portiere avversario Vigerelli. I marcatori: Maccari (PB), Parisi (T), Sollazzi (T). Ora Torre se la vedrà in semifinale coi favoriti di Sant'Andrea mentre l'altro match per l'accesso alla finale sarà disputato da Samo e Porta Bernarda. Sant'Andrea parte un gradino sopra ma quest'anno non è stata sempre brillantissima; le altre tre se la giocheranno fino alla fine. Semifinali 11 e 12 maggio, finale il 15. 


















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    Querciola: quando i giovani fanno la differenza. Quella dello scorso anno è stata la vittoria dei giovani di Querciola, buttati nella mischia del Palio e usciti col cencio fra le braccia: fra capitano e presidente arrivano a stento a sessantacinque anni d'età. Eppure, quando hanno avuto in sorte Bomario da Clodia, sono riusciti ad andare per la loro strada, montando un fantino fortissimo per Fucecchio ma fuori dai giri senesi: Simone Mereu. Ma torniamo indietro e più precisamente a quel 1982, quando l'allora capitano Gino Colibazzi (uno dei grandi vecchi del Palio) trovò quasi casualmente un fantino (Sergio Castaldo), a cui venne affiancato un cavallo di nome Salicante. Risultato: il secondo Palio della storia fucecchiese lo vince Querciola, una contrada territorialmente molto piccola. Erano gli anni delle improvvisazioni, dei tentativi, degli esperimenti, perchè nonostante a Fucecchio ci fossero molti appassionati di cavalli organizzare e correre un Palio rimaneva difficile. Poi un digiuno lungo dodici anni, condito da un incontro che cambierà la storia degli arancioverdi, quello col Pesse. Un rapporto che nasce nel 1989 e durerà fino al 1994, quando il Pesse regalerà il secondo trionfo alla contrada. 
    la gioia per la vittoria del 1994 
    Passeranno altri tre anni ed ecco la terza vittoria, con l'altro grande del Palio fucecchiese: Angelo De Pau. Una vittoria d'esperienza, a dimostrare che fisicamente e tecnicamente lui era il migliore. Forse non lo era politicamente - anche lui non è mai stato più di tanto vicino a Siena - ma a cavallo ci sapeva stare come pochi altri. 
    il trionfo del 1997 
    Qui inizia un altro capitolo, lungo 17 anni: un'attesa infinita, fatta di tre secondi posti e pochi cavalli per vincere, anche perchè nel frattempo è sopraggiunta la tratta, che ha soppiantato la formula dell'ingaggio dei cavalli. Ora partono tutti alla pari e la fortuna diventa un fattore imprescindibile: se non ottieni almeno un cavallo medio - alto come qualità è praticamente impossibile che tu possa vincere, indipendentemente dal potere politico della contrada e del fantino. E poi Fucecchio non è Siena, la relativa semplicità della pista non permette di improvvisare chissà quali manovre: non ci sono colonnini né curve a gomito e cadere da cavallo non è semplice. Querciola era una di quelle contrade che aveva fatto il bello ed il cattivo tempo con l'ingaggio ma che faticava con la tratta, anche a causa della poca fortuna avuta; questo fino all'anno scorso, quando a Bomario da Clodia il capitano Luca Bologni ha deciso di affiancare il "miglior pilota", quel Simone Mereu che a Fucecchio ha corso tre palii e ne ha vinti due. Una media mostruosa. 
    Il trionfo di Mereu e Bomario da Clodia - Foto Agenzia Carlo Sestini 
    Oggi è passato quasi un anno da quel 18 maggio vittorioso. La contrada ha innegabilmente vissuto un'annata stupenda: « E' stato tutto bellissimo - racconta il presidente Paolo Ceccarini - siamo riusciti a sfruttare l'ondata di gioia della vittoria per passare un anno fantastico. Abbiamo dimostrato che anche un gruppo di giovani può vincere il Palio, anche se noi siamo figli di "senatori del Palio" e di Palio abbiamo vissuto fin da piccoli. Mi ricordo quando da piccoli giocavano insieme ai nostri genitori a fare il Palio e magari davanti c'era Beppe Pes: son ricordi che non passeranno mai. Ringrazio il mio capitano che l'anno scorso ha scelto nel modo migliore puntando su Mereu. Cappotto? Se ci sono le condizioni ci proveremo sicuramente. Chi ce lo fa fare di non provarci?». Quest'anno Bomario da Clodia non ci sarà ma qualora a Querciola capitasse un altro "missile" sarà interessante vedere se riuscirà a completare il "cappotto", magari con Simone Mereu. Vincere è complicato ma confermarsi lo è ancora di più. 
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    Samo: trent'anni per un'impresa. C'è stato un periodo nella storia del Palio - fino al 2005 - nel quale tre contrade non riuscivano a vincere il loro primo cencio: erano San Pierino, Samo e Torre. Poi San Pierino in tre anni vincerà tre palii, lasciando Torre e Samo col cerino in mano. Samo che dovrà aspettare fino al 2011, quando conquisterà un palio da urlo con una super rimonta di Simone Mereu su Narcisco. La ricompensa, verrebbe da dire, per tutte le sfortune paliesche patite negli anni precedenti: nel 2005 il cavallo Kreutzer s'infortuna fra i canapi per un calcione di Dyretto, il barbero di Botteghe. Kreutzer, che era fra i favoriti, dice addio alla corsa e Samo ai sogni di gloria. Stesso destino che si ripresenta nel 2010, quando Moschino al Palio manco c'arriva, perchè ha una scheggia ossea in uno zoccolo che gli impedisce di galoppare in sicurezza. Problema che non era stato evidenziato in sede di previsite e che si manifesterà nelle prove obbligatorie. Moschino non era tra i favoriti però in finale ci sarebbe potuto andare. E poi rimane sempre tristissimo il Palio che nemmeno si corre. Samo è una contrada il cui destino è - stranamente - legato a quello di Botteghe: nel 1985 il fantino di Borgonovo prende per le briglie sia quello di Samo che quello gialloviola, venendo squalificato dopo la vittoria, col cencio che va nelle mani della seconda classificata Botteghe, con Samo terzo. Botteghe che, involontariamente, spezza le speranze di Samo nel 2005 per i motivi spiegati prima. E Botteghe che, nel 2011, subisce un'incredibile rimonta quando pensava di aver già vinto. E a opera di chi? Ovviamente di Samo. 
    I contradaioli prendono d'assalto Simone Mereu - Foto Agenzia Carlo Sestini 
    Samo è una contrada che c'ha messo un po' di tempo ad ingranare ma - con l'arrivo della tratta - è stata più o meno sempre aiutata dalla sorte: l'anno scorso ad esempio aveva Quella Rosa, la femmina che quest'anno tutti pregheranno per vedersela assegnare della dea bendata. Nel 2011 aveva Narcisco, altro esemplare tra i più forti mezzosangue visti in Buca. Ma questo è il Samo di oggi, quello che in sede ha il cencio per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, forse il più significativo ed evocativo di tutti. 
    Negli anni novanta la contrada non si qualifica praticamente mai per la finale e nell'ottantanove Dario Colagè preferì scappare per non farsi prendere dai contradaioli di Samo, che lo accusavano di non essersi propriamente impegnato. Lo stesso Colagè che l'anno dopo vincerà il Palio con le Botteghe. E con chi, verrebbe da dire. Samo che si affida alla saggezza di Bastiano, altro fantino "amico" di Botteghe; ma non basta nemmeno quella, con l'ingaggio dei purosangue la contrada rossoblù non riesce proprio a prendersi una soddisfazione. Con la tratta la situazione migliora, anche se ci si mettono di mezzo due palii saltati per altrettanti infortuni. Iniziano ad arrivare dei fantini più che rinomati: Virginio Zedde, Mario Canu, Salvatore Ladu, Luca Minisini; nessuno di questi riesce però a conquistare il tanto desiderato cencio. Ne servirà un altro, preso da un contesto tutto diverso: Simone Mereu, proveniente dalle corse in ippodromo. Mereu aveva già fatto dei palii e aveva vinto quello di Acquapendente, con una rimonta praticamente uguale a quelle che farà a Fucecchio, sia nel 2011 che lo scorso anno. Sono lontani i tempi in cui si chiacchierava di una rivalità con San Pierino, che però non è mai decollata. Ora anche Samo ha il suo cencio, uno dei più sudati da quando c'è la tratta. E uno dei più drammatici, visto che viene assegnato dopo aver visionato le immagini del fotofinish. In Buca quel giorno i contradaioli di Samo si presentarono con la maglietta "Narcisco sta a vede ti sbalordisco": andò così e quella maglietta è diventata una sorta di cimelio. 
    la maglietta del 2011  
    Oggi sono passati quattro anni e la contrada è cresciuta tantissimo. A confermarlo è la presidentessa vittoriosa Monica Cespoli: «Abbiamo passato degli anni bui e forse non eravamo pronti nemmeno noi: due volte ci siamo trovati a non correre il Palio e negli anni novanta in finale non andavamo mai. La vittoria del 2011 ci ha ripagato di tutte le sfortune passate, dandoci un'emozione immensa. La contrada è cresciuta e tanti nuovi ragazzi si sono avvicinati. Ora pensiamo al Palio in arrivo: vedremo dopo l'assegnazione come muoverci, Mereu è un'opzione ma non è l'unica. L'anno scorso ci toccò Quella Rosa ma era ancora acerba ed inesperta. Certo ci farei la firma per riaverla nella nostra stalla..». 
    Giovanni Atzeni detto "Tittia" e Quella Rosa (2014) - Foto Agenzia Carlo Sestini 


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    E' Sant'Andrea la prima finalista del torneo di calcetto. Al termine di una bella ed intensa semifinale contro Torre, i campioni in carica si sono imposti per 2-1. Partita vibrante con tantissime occasioni da una parte e dell'altra: Torre prende due pali, Sant'Andrea uno. Il portiere dei rossoverdi Nokho compie dei veri miracoli e si arrende soltanto al tap in di Frediani. Nella sua squadra spicca la prestazione veramente "totale" di Menichini, il giocatore indubbiamente più forte del torneo, nonostante qualche acciacco, che in difesa è un argine insuperabile e in attacco sforna un assist dopo l'altro. A segnare però sono Moriani ed il giovane Pagliarulo, veramente sgusciante. Fra i torrigiani ennesima prestazione grintosa di bomber Frediani mentre è mancato l'apporto del giocatore più rappresentativo, quel Parisi apparso meno pimpante del solito. Probabilmente il risultato più giusto alla fine dei due tempi sarebbe stato un 2-2 con conseguenti supplementari. Alla fine è andata in finale la squadra tecnicamente più forte ma Torre esce a testa altissima. Unico neo della serata un piccolo parapiglia ad inizio secondo tempo per un'entrata dura su un giocatore rossoverde; dopo qualche spinta e qualche "abbraccio" è tutto fortunatamente finito. Ora Sant'Andrea attende la vincente di Samo - Porta Bernarda in programma stasera. Finale venerdì sera. 
    Giorgio Frediani - Torre  


    Si calmano gli animi dopo il parapiglia 

    L'esultanza di Maikol Pagliarulo dopo il gol decisivo 


    Elia Menichini - migliore in campo 

    partita dura 


    Torre  

    Isak Nokho  


    Sant'Andrea esulta dopo una rete 

    Sollazzi e Frediani  





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    L'arrivo di Tittia e l'inizio della leggenda arancio - blu. 22 maggio 2005: un ragazzo appena ventenne per metà sardo e per metà tedesco riesce in quello che tanti suoi colleghi più esperti avevano fallito. Il ragazzo si chiama Giovanni Atzeni ed ha regalato il primo Palio della storia di San Pierino, atteso ben 34 anni, insieme al barbero Fidels. Un Palio condotto in testa quasi dall'inizio alla fine, veramente alla grande. D'altronde quel ventenne è "Tittia", così ribattezzato perchè lui stesso, arrivato diciottenne nelle scuderie di Luigi Bruschelli, era solito dire "Tittia" (espressione sarda che significa "che freddo) nelle gelide mattinate in cui allenava i cavalli di colui il quale prenderà il posto come nuovo padrone di piazza del Campo. E poi che sia un fantino freddo l'ha dimostrato più volte sul tufo senese, dove nel 2013 ha vinto entrambi i palii. San Pierino - da quel 22 maggio - si trasformerà, tanto che compierà l'imitabile "fatica" di conquistare tre palii di fila, con l'intermezzo dello straordinario vinto da Porta Bernarda poco dopo la vittoria di Tittia. 

    Tittia portato in trionfo 

    San Pierino era guidata dalla coppia Giuseppe Radice - Andrea Bertini, rispettivamente presidente e capitano: furono indubbiamente bravi a sfruttare la fortuna di aver avuto in sorte dei missili come Falco Doglia e Grein, visto che non è sempre detto che il miglior cavallo vinca; oltretutto San Pierino non ha una contrada rivale, per cui ha potuto puntare su questo fattore, sul fatto di non doversi guardare da eventuali ostacoli messi da un'altra contrada. Così facendo si è ritagliata uno spazio tutto speciale nella storia del Palio, allargatosi dopo la quarta vittoria nel 2010 con Virginio Zedde e Melantò de Aighenta. Nessuno ha mai vinto tre palii di fila e soltanto una volta (non contando San Pierino) qualcuno ha fatto cappotto per due anni successivi (Massarella nel 2003 - 2004). Per cui l'impresa della contrada arancio-blu rimarrà in cima alla classifica per sempre. 

     Bertini e Radice  

    Oggi la contrada è cambiata, anche perchè la sfortuna ha colpito Giuseppe Radice, che si trova da molti mesi in stato di minima coscienza dopo una serie di arresti cardiaci; Radice è stato nominato presidente onorario e rimarrà in eterno uno dei fautori del clamoroso "Tris d'Oro". Pure il capitano è cambiato, anche se Andrea Bertini quest'anno sarà il fortunello, cioè colui che rappresenta la contrada al momento dell'assegnazione del cavallo a sorte durante la tratta. E se dovesse avere soltanto la metà della fortuna che ha avuto come capitano per il popolo d'Oltrarno ci sarà da gioire fa poco più di una settimana. Il posto di presidente è stato preso da Moreno Bavini, che per tanti anni si era occupato del piccolo bar di contrada:«Le vittorie aiutano a crescere, è normale: noi siamo stati bravi e fortunati a sfruttare le occasioni che ci sono capitate nel passato. Siamo riusciti a portare gente nuova in contrada ed a riunire chi già frequentava; in tanti, dalle zone nuove di San Pierino, hanno iniziato ad avvicinarsi a noi, perchè alla fine hanno capito che l'ambiente della contrada è pulito e sicuro». Bavini ha preso le redini della contrada dalle mani di un "mostro sacro" di San Pierino e del Palio in generale: «Radice rimane nel nostro cuore, se non avesse avuto i problemi che ha avuto ora sarebbe qua a preparare per il Palio. Farà sempre parte della contrada anche se non può frequentarla e noi proveremo a vincere anche per lui. Siamo molto carichi, ci proveremo...». 

    Il presidente Moreno Bavini 

    L'anno scorso la contrada si affidò al fantino Jonatan Bartoletti, che pare essere vicinissimo alla conferma, nonostante nell'edizione 2014 finì fuori in batteria con uno dei cavalli meno prestanti del lotto, la femmina Nabilia Saura

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    Samo nella storia: conquista la finale di calcetto. Una bella semifinale, conclusasi con un pirotecnico 5-4 a favore dei rossoblu, trascinati dai fratelli Mernissi, autori di tre dei cinque gol. Porta Bernarda lotta fino alla fine ma non riesce a battere la sorpresa dell'edizione di quest'anno. Ci sono stati anche dei gol di pregevole fattura, come quello confezionato dai fratelli Riccio con assist di rovesciata e gol sotto rete per il momentaneo 5-3. Migliore in campo per Bernarda Enrico Becherini mentre per Samo spicca il 19enne Alae Mernissi, di sicuro il miglior giovane (insieme a Maikol Pagliarulo) del torneo ad oggi. Peccato soltanto per gli animi un po' troppo accesi sul finale di gara, con forti proteste nei confronti dei direttori di gara e scontri verbali fra alcuni dei soggetti sul parquet mentre altri tentavano di ristabilire l'ordine. Poi alla fine si è tutto concluso più o meno bene, senza conseguenze, nonostante in questa edizione alcune volte si sia un po' esagerato con le proteste e le scaramucce verbali. Una macchia su una semifinale fra le due squadre che è stata veramente bella ed intensa, coi giocatori che hanno dato tutto giocando e spingendo fino all'ultimo secondo. I marcatori: Mucciacito (PB), E.Becherini (PB), Brotini (PB), Lorenzo Riccio (PB), 2 A.Mernissi, R.Mernissi, R.Zito, M.Zito. Appuntamento venerdì sera con la finalissima Sant'Andrea - Samo.
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    Giuseppe Zedde e Virginio Zedde monteranno?
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    Dieci artisti fucecchiesi per il cencio 2015. Il Cencio della trentacinquesima edizione del Palio delle Contrade di Fucecchio si caratterizza per alcune importanti novità: diversamente da quanto accaduto in passato, non è opera di un solo artista ma è il frutto del lavoro, a venti mani, di un gruppo di pittori locali. Il Cencio 2015, insomma, sarà ancor più fucecchiese.
    Il Cda dell’associazione Palio per la realizzazione del drappo che si contenderanno le 12 conrtrade domenica 24 maggio, si è affidato all’associazione Colori in Corso.
    Il gruppo di lavoro è stato diretto da Claudio Occhipinti e Rossella Menichetti con il coordinamento di Giulio Greco, un artista che da tanti anni vive a Fucecchio e che in passato ha messo a disposizione della città il suo talento realizzando importanti opere come l’affresco “La Luna” che valorizza il muro di recinzione dello stadio “Filippo Corsini” lungo Viale Buozzi.
    Anche Claudio Occhipinti, in passato, ha ricevuto importanti incarichi dall’amministrazione comunale come, ad esempio, la realizzazione del monumento ai Caduti di Nassirya che si trova al centro degli omonimi giardini.
    Il Cencio del Palio 2015 è il frutto di un lungo lavoro di ricerca, di temi, di colori e di materiali, legato all’arte contemporanea che racchiude in un’unica opera vari aspetti della città e del territorio.
    Con questa scelta, l’associazione Palio ha voluto dare un’opportunità ai pittori di Fucecchio che legheranno il loro nome alla più importante manifestazione cittadina.
    Il cencio verrà presentato martedì 19 maggio alle ore 21,30, come da tradizione, nella splendida cornice di Piazza Vittorio Veneto.
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    Buongiorno
    Si possono avere delucidazioni sulla riunione avvenuta ieri tra CDA e Capitani?
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    Il Collegio dei Capitani istituisce un premio per i vincitori. Un nuovo premio istituito dal Collegio dei Capitani delle Contrade per i vincitori della corsa. E’ questa una delle novità della XXXV edizione del Palio di Fucecchio. La decisione è arrivata in extremis dal Collegio dei Capitani che ha deciso così di valorizzare ulteriormente il proprio ruolo già molto importante all’interno della macchina organizzativa della manifestazione. Il Collegio dei Capitani ha previsto due premi: un premio da 1.200 euro per il vincitore della finale e uno da 600 euro per il secondo classificato.
    I premi verranno consegnati ai vincitori in occasione della Cena della Vittoria della Contrada che si aggiudicherà l'ambito Cencio.
    Intanto ricordiamo che domani, sabato 16 maggio, alle ore 12,30, nella sede dell’Associazione Palio, in Piazza Vittorio Veneto, il sindaco di Fucecchio annuncerà il nome del Mossiere di questa edizione che si correrà domenica 24 maggio, che quasi sicuramente sarà il mossiere originario di Legnano Gennaro Milone, lo stesso che gestì la mossa lo scorso anno. A domattina per la comunicazione ufficiale da parte del sindaco.
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    Cappiano: le lotte con Ferruzza e il cencio che manca da 31 anni. La Granducale Contrada Cappiano nella sua storia non ha disputato molte finali ma quando lo ha fatto si è fatta sentire: una vittoria nel 1984 e tre secondi posti negli anni successivi; una storia molto simile alla rivale Ferruzza, che il cencio lo attende addirittura dal 1981, quando venne disputata la prima edizione. A Cappiano non hanno mai avuto paura di compiere gesti eclatanti, uno dei quali portò all'unico annullamento del Palio della storia fucecchiese: il riferimento va al 2001, quando Cappiano venne squalificata dopo un reclamo di Massarella per averla danneggiata in corsa, fattore che portò i contradaioli calligiani a sedersi a terra sul sabbione ed impedire che la finale si svolgesse, come accadde (la contrada saltò il palio successivo successivo per squalifica). O come nel 2006, quando Cappiano inaugurò il "killeraggio" plateale in Buca, assoldando un fantino che avesse l'unico scopo di andare a recare danno alla rivale che partiva favorita. Ci riuscirono prendendo il cavallo di Giovanni Atzeni per le briglie, anche se il fantino (Massimo Columbu detto "Veleno II") si beccò una squalifica di dieci anni che deve ancora finire di scontare. Con quella sua frase - detta a fine corsa - in cui sosteneva che "il Palio è guerra" è entrato nei cuori dei contradaioli calligiani, che ancora oggi ricordano quell'episodio clamoroso condito da una buona dose di follia e di sprezzo del pericolo. 

    Massimo Columbu prende per le briglie il cavallo Don Celeste e Giovanni Atzeni - Foto Agenzia Carlo Sestini 

    Negli ultimi anni Cappiano ha avuto in mano tre jolly che non ha saputo sfruttare: Enealepere nell'ordinario del 2005, Nottifrimmesmai nel 2010 e Narcisco nel 2012.Con il primo era strafavorito ma ottenne un quarto posto mentre con Notti finì quinto in finale, tanto che i rapporti col fantino Andrea Mari si deteriorarono perchè si riteneva Nottifrimmesmai un cavallo molto forte e potente, l'ideale per vincere il Palio (anche se ancora non ci è riuscito). 

    Andrea Mari coi colori di Cappiano - Foto Agenzia Carlo Sestini 

    Invece con Narcisco (vincitore l'anno precedente) la contrada ebbe la sfortuna di non riuscire a prendere la testa in una carriera nella quale partire davanti era fondamentale perchè la pioggia e il fango rendevano quasi zero la visibilità per chi stava dietro. Alla fine quella fu una corsa da nove a cui è mancata "soltanto" la ciliegina sulla torta e cioè arrivare primi al paletto.  

    Giovanni Atzeni nel 2012 coi colori di Cappiano - Foto Agenzia Carlo Sestini  

    La contrada è molto numerosa e - sempre in coabitazione con Ferruzza - non si capisce come non sia riuscita a tornare a vincere, nonostante i buoni cavalli avuti e i grandi fantini scelti. Sicuramente la rivalità ha un peso specifico notevole nella pianificazione delle strategie da adottare in Buca: la rivale va controllata e Cappiano forse lo sa più di tutte le altre contrade, visto come ha deciso di bloccarla nel 2006. Però quest'anno la situazione è diversa: la dirigenza si è completamente rinnovata e sia presidente che capitano sono all'esordio. Per il presidente - ad esempio - è stato tutto nuovo:« Non è facile gestire una contrada - a parlare è il presidente Sandro Manzi - specie quando lo fai per la prima volta. Però devo dire che ho avuto aiuto e sostegno da tutta la contrada, dirigenza compresa, per decidere cosa fare e come farlo durante l'anno. C'è la giusta tensione in vista della tratta ma a parte quello siamo tranquilli. Questi ragazzi hanno tanta voglia di vincere e speriamo che la tratta ci voglia bene». E con la Ferruzza come si comporteranno? « Escludo gesti forti come quello del 2006, ci sono tanti modi per fermare la rivale. Intanto pensiamo a noi e a lavorare al meglio per farci trovare preparati. Poi è chiaro che la sorte farà la differenza, il cavallo è fondamentale, anche per far salire di giri l'umore della contrada in vista della corsa». L'anno scorso la contrada venne eliminata praticamente al fotofinish in batteria, con la coppia Dino Pes - Melantò de Aighenta. Vedremo cosa decideranno di fare domenica prossima, anche se la sensazione è che Dino Pes sia fuori dai giochi. Si fanno i nomi di Valter Pusceddu (reduce da un piccolo infortunio) e di Alberto Ricceri, un fantino che può tirar fuori la prestazione della vita così come una prova assolutamente incolore. 
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    Samo nella storia: vince il suo primo torneo di calcetto. La favola di Samo ha il suo lieto fine: con un gol sul finale di Reda Mernissi i rosso-blu si portano a casa il primo torneo di calcetto della loro storia, al termine di un match molto tattico e combattuto contro i campioni in carica e favoriti di Sant'Andrea. Partita decisa da un episodio, anche se probabilmente Samo ha meritato leggermente di più. Comunque Sant'Andrea è uscita a testa alta e ha dimostrato di avere dei giocatori di ottimo livello, come Menichini e il portiere (quasi) insuperabile Isak Nokho. Per Samo belle prestazioni individuali dei fratelli Mernissi e di Stafa e Matteo Zito, oltre che del portiere Tommasino.
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    Le immagini della finale tra Samo e Sant'Andrea
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